La Camera dei deputati ha adottato – a partire dal 2006 – misure in tema di:
- trattamento economico dei deputati
- vitalizi degli ex deputati
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IL COMMENTO
(dal Resto del Carlino del 15 dicembre 2011)
QUANDO ero già deputato, nel 2009, scrissi con Aldo Forbice, il libro “I faraoni” in cui denunciavamo, con largo anticipo rispetto all’antipolitica montante di questi mesi, i troppi privilegi della Casta. Parlavamo delle eccessive spese del Quirinale, di Palazzo Chigi e del Parlamento, dei costi abnormi del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti, dell’inutilità di organismi come il Cnel (perché oggi nessuno suggerisce di abolirlo?) o delle Province (che, allora, costavano 16 miliardi di euro l’anno). Non sono quindi un difensore d’ufficio della corporazione a cui momentaneamente appartengo. E, per sfatare ogni residuo dubbio, ritengo importante, in un momento di emergenza come l’attuale, che i politici siano esemplari nei loro comportamenti e partecipino, in solido, ai sacrifici di tutti gli italiani. Detto questo, vorrei, però, denunciare i rischi della campagna d’odio che è stata sferrata contro i peones della Camera e del Senato, quotidianamente alla gogna, bersagli di una tempesta mediatica che spesso valica i confini della legittima critica democratica sconfinando nel dileggio e nel fanatismo di una moderna caccia alle streghe.
IN QUESTI giorni, assieme a tante verità, sono stati ignorati alcuni particolari. Prendiamo il caso di Montecitorio. Pochi hanno messo in rilievo come la Camera, nel 2011, abbia tagliato due volte le varie indennità, per complessivi 1400 euro, in aggiunta alla sforbiciata del 10% già decisa in precedenza. In estate, è stato anche deciso il raddoppio del contributo di solidarietà per i parlamentari che abbiano un’altra attività lavorativa. Senza contare che proprio ieri, è stato ufficializzato, dal 1° gennaio 2012, il passaggio al sistema contributivo e all’innalzamento dell’età pensionabile: vecchio vitalizio addio. La cura dimagrante (ma solo in Parlamento) è cominciata da tempo e posso anche anticipare che l’analisi del presidente dell’Istat Giovannini, che dovrebbe essere resa nota prima di Natale, dimostrerà, a parte l’anomalia dei rimborsi delle spese per i collaboratori che in Italia è erogata direttamente ai singoli deputati o senatori, che siamo in linea, se non più bassi, con gli stipendi dei parlamentari europei. C’è, però, ancora molto da fare e mi auguro che si riesca a disegnare, con serenità e buon senso, un futuro equilibrato per queste nostre bistrattate istituzioni. E’ stato un dispiacere, l’altro giorno, vedere ridicolizzato l’onestissimo questore PD della Camera, Albonetti, perché usufruiva gratuitamente di un alloggio di servizio, in uno splendido palazzo romano. Non aveva certo chiesto lui di abitare lì. Anche se i tempi erano diversi, ricordiamoci cosa successe – a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento – quando, dopo analoghi attacchi contro la debolezza e il grigiore della democrazia parlamentare, andarono al potere Crispi e, anni dopo, Mussolini.
Giancarlo Mazzuca
Parlamentare Pdl
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Roma da lassù è uno spettacolo da non perdere: barocco e potere insieme. Sguardo goloso e irresistibile. Privilegio dei tre questori della Camera, che a Palazzo Marini – ex albergo nel centro della capitale, 500 metri da Montecitorio – ci abitano di diritto. Mobili tirati a lucido, candelabri fiammanti, fiori freschi, biancheria di fino e pasticceria fresca a colazione. Ma le vacanze romane finiscono qui. A fine anno quel palazzo, affittato dalla Camera nel 1997 – erano i tempi della presidenza di Luciano Violante – sarà abbandonato dagli uffici dei deputati che lo occupano e dagli appartamenti superlusso dei questori. Case di Stato finite prima sul “Fatto” di Travaglio (giovedì), e ieri sul “Corriere della Sera”. Emblema dei costi esagerati della politica, alla vigilia di misure drastiche che il governo sta per varare per tutti. Nel mirino, soprattutto il due volte presidente della Provincia di Ravenna. Ma il faentino Gabriele Albonetti a passare per il privilegiato della Casta non ci sta. Si ribella: “Guardi che in quella casa io non ci sto più, abito in un bugigattolo adesso”, dice l’onorevole del Partito democratico. E rivendica: “In cinque anni ho tagliato le spese della Camera e mi sono scontrato con le resistenze dei colleghi”.
Onorevole Albonetti,la Camera lascerà tutto Palazzo Marini a fine anno. Uffici per 170 deputati e appartamenti lussuosi pagati fior di milioni dai contribuenti. Non le sembra un po’ tardi trasferirsi solo adesso?
“Se me ne fossi andato prima non avrei fatto risparmiare un centesimo alla Camera, visto che il Palazzo è per contratto affittato fino alla fine dell’anno. Ma ho deciso di lasciarlo prima per dare un segnale. Da una settimana sto in Vicolo Valdina, in un mini appartamento che si è appena liberato. Venga a vedere: una stanza con doccia. Nulla di più, in un immobile di proprietà della Camera da sempre. Sono anni che mi batto contro gli sprechi, e non a tutti va bene. Anzi”.
Privilegi ce ne sono fin troppi, non crede?
“Da cinque anni non assumiamo più nessuno, abbiamo tagliato i vitalizi ai parlamentari. E non ha idea delle resistenze e delle incrostazioni contro cui si deve combattere. C’è qualche collega che in Parlamento chiede pubblicamente rigore, sui giornali spara a zero controla Casta, poi ti chiama al telefono preoccupato per i tagli alla sua pensione o perché deve lasciare un ufficio che aveva da anni”.
Vorrà mica dire che non arrivano a fine mese. C’è chi campa con meno di mille euro…
“E’ la stessa risposta che do a chi si lamenta. Ma non facciamo demagogia, altrimenti arriveremo al punto che a fare politica saranno solo i ricchi o i pensionati”.
Ammetterà che dai tempi in cui De Gasperi si faceva prestare un cappotto per andare a trovare il presidente degli Stati Uniti, negli anni le cose sono cambiate…
“Mi batto da quando sono questore contro gli eccessi. Per dire: ora lasciamo Palazzo Marini, perché era il primo contratto che si poteva disdettare senza penali. Già adesso cominceremo a risparmiare 14 milioni, e ce ne sono altri 37 di milioni da scorticare. Con tre immobili, che alla scadenza del contratto saranno abbandonati, dal 2015 al2017”.
Si fosse evitato…
“Posso solo rispondere degli ultimi cinque anni, da quando sono questore. Quegli affitti sono un carico che la Camera si trova addosso dagli anni ‘90. Io non li avrei mai sottoscritti. E avrei preferito una gara pubblica; un mutuo per acquistare un palazzo e dare un ufficio stabile ai parlamentari una volta per tutte. Parlamentari che vanno ridotti. Mi auguro che presto si arrivi alla riforma, così sapremo quanti posti servono ai deputati e studiare dove metterli senza affitti onerosi”.
Intanto con la dismissione di quei palazzi in centro il vostro padrone di casa licenzia 350 persone.
“Sergio Scarpellini (l’imprenditore romano proprietario di alcuni immobili affittati alla Camera, ndr) se ne sta approfittando. A Palazzo Marini ci lavoravano un centinaio di persone. Il problema è che ha capito che è cambiato il vento, che nei prossimi anni i palazzi in affitto della Camera saranno tutti dismessi. E licenzia. Ho incontrato quei lavoratori, li ho spronati a organizzarsi per rivendicare i loro diritti. Ma ho chiarito che con la Camera di possibilità di lavoro simili non ce ne saranno più”.
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Dal Corriere della Sera di mercoledì 30 novembre:
“…Addio pensioni d’oro, dal 1°gennaio 2012 i vitalizi di deputati e senatori saranno calcolati secondo il sistema contributivo, proprio come avviene per la maggior parte dei lavoratori italiani. La mannaia era annunciata ma si è rivelata più brusca del previsto…”
“…Dal 1° gennaio del prossimo anno, dunque, si passa al sistema di calcolo contributivo per tutti i nuovi eletti. Ma anche deputati e senatori in carica vedranno ridursi le pensioni che credevano di aver già maturato. Sì, perchè nel comunicato stampa è scritto che chi attualmente esercita il mandato parlamentare sarà interessato «pro rata» dalle nuove norme. E non è finita. Il blitz di Fini e Schifani riguarda anche deputati e senatori cessati dal mandato. Chi con le vecchie regole, dopo più di un’intera legislatura, avrebbe incassato il vitalizio a partire dai 50 anni, ora dovrà aspettare i 60. E chi abbia versato i contributi per una sola, intera legislatura? Andrà in pensione a 65 anni…”
“… Dai primi calcoli risulta che gli onorevoli destinati a incappare nella tagliola previdenziale sono oltre duecento. «Effettivamente si tratta di un brusco innalzamento dell’età pensionabile – riconosce il questore Gabriele Albonetti, deputato del PD -. Ai parlamentari si chiede uno sforzo dovuto, visto che erano in arretrato sui sacrifici»…”
Link all’articolo dalla Rassegna Stampa del sito della Camera dei Deputati:
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna¤tArticle=17LDRL
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Da La Stampa di mercoledì 30 novembre:
“…Quando un anno fa la Camera su input del PD commissionò uno studio sui trattamenti economici nei Paesi UE, pochi immaginavano che l’esito sarebbe stato mettere in luce l’anomalia del vitalizio come una sorta di «unicum» nel panorama europeo. Era un tabù intoccabile ed è caduto, per questo oggi uno dei questori democratici, Gabriele Albonetti, parla di «riforma epocale nella storia del Parlamento»…”
Link all’articolo dalla Rassegna Stampa del sito della Camera dei Deputati:
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna¤tArticle=17LDZY
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28 novembre 2011
ore 17.30 – Faenza,Casa della CTF a Monte Ricci (via S. Biagio Antico)
Presentazione dell’11° Rapporto Sociale delle cooperative aderenti a Legacoop dell’Area fantina relativo all’anno 2010 e discussione sui Progetti di Legacoop per reagire alla crisi.
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26 novembre 2011
ore 9.30 – Faenza, sala Assemblee della Banca di Romagna e Faenza
Presentazione del Progetto Faenza-Mbellacadiao e saluto a Coumba prima del suo ritorno in Senegal.
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Il governo Monti ha presentato il suo programma al Senato.
Leggi l’articolo dal sito del Sole24ore.
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19 novembre 2011
ore 10.00 Vignola (Sala Conferenze Palazzo Barozzi)
Incontro Paola Manzini. L’impegno parlamentare e amministrativo
Introduce Daria Denti, Sindaco di Vignola.
Intervengono Gabriele Albonetti, Questore della Camera dei Deputati e Vasco Errani, Presidente della Regione Emilia Romagna.
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PD dopo la consultazione con il premier Monti: Abbiamo confermato pieno e convinto sostegno a questo sforzo e tentativo del professor Monti e dunque non abbiamo posto termini al governo.
Noi diamo pieno e convinto sostegno ad un governo di autorevole e forte caratura tecnica e non per sostenere meno ma meglio Mario Monti.
Lo ha detto in una breve conferenza stampa il segretario Pier Luigi Bersani al termine di un’ora di consultazione con il premier incaricato Mario Monti e i capogruppo PD di Camera e Senato, Dario Franceschini e Anna Finocchiaro. Abbiamo confermato pieno e convinto sostegno a questo sforzo e tentativo del professor Monti e dunque “non abbiamo posto termini al governo, ha continuato il leader democratico.
Occorre consegnare alla politica e ai gruppi parlamentari il compito di organizzare un percorso per costruire qualche urgente riforma. Abbiamo indicato la riforma elettorale, la riduzione del numero dei parlamentari, le riforme costituzionali e istituzionali ha spiegato Bersani.
Questo è il grande campo in cui le forze politiche dovranno esercitarsi anche per affrontare la crisi, e ha aggiunto c’è stato uno scambio di idee sul tema programmatico.
Quello di oggi, ha assicurato Bersani è stato un incontro davvero incoraggiante. Queste riforme si devono affiancare ovviamente alle misure del governo per ‘affrontare l’emergenza.
Fonte: Partito Democratico
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13 novembre 2011
0re 18.00 – Ravenna, Teatro Alighieri
40° Premio Guidarello per il Giornalismo d’autore
Apre Guido Ottolenghi, Presidente Confindustria Ravenna.
Conduce Bruno Vespa. Presenta Margherita Ghinassi.
I premiati.
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5 novembre 2011
ore 16.30 – Roma, Piazza San Giovanni
In nome del popolo italiano. Per la ricostruzione democratica, sociale, economica del paese
Intervento di Pier Luigi Bersani.
Grazie a voi, Democratiche e Democratici, Amici e Compagni, Cittadine e Cittadini Compagni, Cittadine e Cittadini che siete qui con noi. Voglio dire prima di ogni altra cosa lo sgomento per la drammatica alluvione che ha investito la Liguria e prima ancora la Liguria e la Toscana e che ci lascia in ansia anche in queste ore. Tante vittime, tante famiglie nel dramma; Genova, e tanti meravigliosi paesi, cari agli italiani e a tutto il mondo, terribilmente devastati. Cittadini che vedono le loro case e i loro beni invasi, travolti dall’acqua. Una tragedia. Noi ci stringiamo attorno alle famiglie delle vittime e alle popolazioni colpite. Noi ci saremo, in ogni sede utile, e per tutto il tempo necessario perché vengano le risposte dell’emergenza e del soccorso, del ripristino e della ricostruzione. Cominciamo oggi stesso da San Giovanni lanciando una grande sottoscrizione per un aiuto concreto. Da questa piazza un abbraccio commosso ai cittadini colpiti della Liguria e della Toscana.
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Confermati i sedici pullman, che porteranno in piazza San Giovanni un migliaio di persone.
Saremo a Roma non solo per dire Basta a Berlusconi – commenta il segretario provinciale del Pd, Alberto Pagani – ma per presentare un progetto diverso, in grado di salvare l’Italia. Non siamo un paese senza speranza, ma è necessario cambiare subito. Occorre un cambiamento morale, al quale dovranno seguire gli impegni sulle politiche economiche e sociali. Siamo disgustati dall’assoluta mancanza di responsabilità mostrata dal governo nei confronti del Paese.
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3 novembre 2011
ore 21.00 – Faenza, cinema Sarti
4 AGOSTO ’74. Italicus, la strage dimenticata
Proiezione del documentario realizzato da Alessandro Quadretti e Domenico Guzzo in cui si ripercorre la vicenda del treno Italicus (12 morti e 105 feriti).
Cosa avvenne sull’espresso Roma-Monaco di Baviera il 4 agosto 1974 all’uscita della galleria di San Benedetto Val di Sambro?
Oltre venti interviste (a magistrati, rappresentanti delle istituzioni, avvocati, militanti politici, storici, giornalisti e testimoni) per accompagnare lo spettatore in quel particolare momento storico.
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